
Auto elettriche, verso la ricarica europea
di Erika Tomasicchio
L'Unione europea interviene a sostegno del veicolo del futuro. Una risoluzione approvata in questi giorni propone di stabilire uno standard per la ricarica comune a tutti gli stati membri
Spostarsi per l’Europa rispettando l’ambiente, magari a bordo di un’auto elettrica. Le automobili alimentate a batteria sono un mezzo di trasporto ecologico, ma ancora poco diffuso. Ora il Parlamento europeo interviene a sostegno del veicolo del futuro. Una risoluzione approvata in questi giorni propone di stabilire uno standard europeo per la ricarica. Un sistema di
tecnologie e infrastrutture comuni a tutti i Paesi dell’Unione che, se sarà attuata, entro il 2011 permetterà ai possessori di vetture elettriche di viaggiare su tutto il territorio comunitario rifornendosi facilmente d’energia.
Gli automobilisti dell'Unione potranno fare il pieno allo stesso modo Bruxelles così come a Parigi e a Milano. La risoluzione chiede inoltre che l’Ue sostenga la ricerca tecnologica in materia. I nuovi standard di ricarica sono visti come il primo passo per la creazione di un mercato comune dell’auto elettrica oltre che un ottimo sistema per ridurre le emissioni di Co2 e contribuire alla lotta all’inquinamento e al cambiamento climatico. I dati della strategia sull’auto appena approvata dalla
Commissione europea rivelano che entro dieci anni il numero di auto in circolazione sarà pressoché raddoppiato.
Da 800 milioni di macchine tuttora esistenti si passerà a 1,6 miliardi di veicoli. In questo quadro un ruolo chiave spetterà ai governi dei vari Paesi membri. Secondo la proposta del Parlamento “Ogni Stato dovrà sostituire i veicoli pubblici con mezzi elettrici, mentre l'Unione europea dovrà introdurre le infrastrutture non appena gli standard saranno stati definiti. Infine – si legge in una nota - la risoluzione invita la Commissione a fornire un calcolo globale delle emissioni complessive di CO2 dei veicoli elettrici e sottolinea tenuto conto che l’introduzione di standard comuni non dovrà ostacolare ulteriori innovazioni nel settore dei motori dei veicoli convenzionali”.
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